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martedì, 10 luglio 2007

S.O.S. - Nidiacei da salvare ?

Durante la primavera e l’inizio dell’estate non è difficile imbattersi in nidiacei caduti o appena involati dai loro nidi che sembrano invocare il nostro aiuto.
E SPESSO, CHI NON E’ ESPERTO DEL SETTORE, NON SA COME COMPORTARSI.
Recentemente diversi amici e conoscenti (vuoi perché in vacanza o magari solo durante una scampagnata) si sono trovati a-tu-per-tu con questi piccoli batuffolini di piume con due occhietti e un beccuccio, senza assolutamente sapere cosa fare.

“Aiuto! Ho trovato un uccellino caduto dal nido! Cosa devo fare?”


 
Ho deciso perciò di riportare pari pari una breve “guida” del Centro Recupero Animali Selvatici (CRAS) di Parma che vuole essere un utile strumento per consentire a chiunque di intervenire nel modo più corretto possibile sia con i piccoli nidiacei che con gli uccelli adulti. E' un po' lungo ma vale la pena leggerlo (e se possibile inoltrarlo).

****

Tutte le migliori intenzioni possono a volte essere più dannose che d’aiuto, quindi la prima cosa da fare è RIVOLGERSI SUBITO AL PIU’ VICINO CENTRO DI RECUPERO ANIMALI SELVATICI – C.R.A.S.-

IMPORTANTISSIMO : OCCORRE SAPERE CHE NON TUTTI I PICCOLI CADUTI DAL NIDO HANNO BISOGNO DI SOCCORSO E CHE, SPESSO, IL NOSTRO AIUTO NON RIESCE A SUPPLIRE ALLE AMOREVOLI CURE DI UNA MAMMA ALATA. Pertanto, occorre riconoscere la specie e intervenire solo se strettamente necessario, ovvero:
• se ci sono gatti o altri predatori nelle vicinanze;
• se ci si trova nelle vicinanze di una strada;
• se l’animale presenta evidenti segni di sofferenza, è ferito o debilitato.
In questi casi, è opportuno raccogliere delicatamente l’animale e metterlo in una scatola di cartone chiusa, con qualche foro per l’aria. E’ importante, in attesa dell’intervento del personale specializzato, che l’animale stia tranquillo, in un luogo non frequentato da cani, gatti e curiosi.

ATTENZIONE! 
I piccoli dei rapaci notturni (civette, gufi, assioli, etc...), ad esempio, lasciano il nido prima di aver sviluppato un piumaggio adatto al volo e vengono alimentati dai genitori naturali, anche lontani dal nido. Raccogliere il piccolo in questo delicato periodo della sua vita, significa impedirgli di apprendere tutti quei meccanismi e comportamenti che in futuro gli consentiranno di sopravvivere! Inoltre, è forte il rischio che, una volta cresciuto, non sappia riconoscere i membri della propria specie.

E’ quindi indispensabile chiedere il consiglio o l’intervento di personale specializzato!
Inoltre, si ricorda che la legge PUNISCE chi, se NON AUTORIZZATO, detiene esemplari di fauna selvatica. Poco importa se la persona è animata dai migliori propositi di aiutare l’animale!

Chiunque detenga esemplari di fauna selvatica senza autorizzazione, commette un reato. Quindi, se per qualsiasi motivo vi capitasse di trovare e raccogliere nidiacei di uccelli o adulti in difficoltà, la cosa fondamentale da fare è CONTATTARE SUBITO IL PIU’ VICINO CENTRO DI RECUPERO FAUNA SELVATICA – C.R.A.S. - e consegnare ad esso l’animale il più presto possibile.

Non sempre, però, è possibile contattare immediatamente le strutture specializzate. In questo caso, dovrete prendervi cura del vostro ospite alato finché non lo consegnerete al personale del Centro Recupero.

Qui di seguito, vi verranno fornite le indicazioni essenziali su come nutrirlo correttamente, in attesa del loro trasferimento al C.R.A.S. più vicino.

Occorre innanzitutto ricordare che
GLI UCCELLI NON VANNO MAI ALIMENTATI CON PANE E LATTE, perché ciò provoca in loro problemi intestinali!

Rondone: Si distingue dalle Rondini per il piumaggio nero fumo, le ali lunghe e a mezzaluna stretta. La coda è corta e forcuta, le zampe sono molto ridotte, poiché adattate ad arrampicarsi su pareti verticali. Un rondone caduto a terra non riesce a spiccare il volo da solo e se si tratta di un esemplare maturo (ovvero con penne già formate e ali che, chiuse, superano in lunghezza la coda), proviamo a lanciarlo in aria con delicatezza. Se non ci sono altri problemi, l’animale riprenderà a volare da solo. Il Rondone si nutre di insetti che cattura in volo, quindi occorre nutrirlo  spesso (almeno ogni tre ore) con insetti, camole della farina (reperibili nei negozi di pesca), omogeneizzato di carne o pezzetti di macinato di carne. Gli animali che vengono ritrovati sono spesso disidratati a causa dell’elevata temperatura, per cui è necessario dare loro anche da bere e per individui poco reattivi si può aggiungere dello zucchero all’acqua.
Per imboccare e dissetare questi animali è utile aiutarsi con una siringa (sia per l’acqua che per l’omogeneizzato) sprovvista di ago che andrà inserita ben all’interno della cavità orale.
Uguale trattamento va riservato a specie come rondini e balestrucci.


Corvidi (gazze , ghiandaie e cornacchie): Sono molto comuni ed è facile imbattersi nei piccoli caduti dal nido. Dato che in natura queste specie hanno un’alimentazione che varia dalle uova predate in nidi di altri uccelli, frutta, insetti fino a piccoli mammiferi, anfibi e rettili, la loro cura è relativamente semplice.
Per l’alimentazione sono molto indicati pezzi di carne macinata e frutta facilmente reperibili in casa. I piccoli vanno alimentati a sazietà (fino a che non richiedono più cibo) almeno quattro o cinque volte al giorno. Questi nidiacei sono molto voraci, per cui richiederanno il cibo loro stessi aprendo il becco  e richiamandovi rumorosamente.

Merli e storni : Insettivori, per l’alimentazione di questi animali ci si rifà a quella dei rondoni, per cui camole, omogeneizzato e pezzi di macinato vanno benissimo. La frequenza dei pasti è di sei/sette volte al giorno fino a sazietà dell’animale.

Altri passeriformi (es. passeri, cince , fringuelli , verzellini , cardellini , capinere , etc...)Con questo termine si indicano due grandi categorie di uccelli, gli insettivori ed i  granivori. I primi hanno un becco appuntito e stretto, i secondi più tozzo con la base larga. Per entrambe queste categorie, però, l’alimentazione dei piccoli è a base di insetti.
Per cui, muniti di una  piccola siringa senza l’ago, è bene alimentarli con omogeneizzato, piccole larve ed eventualmente pezzettini di carne.


****

Ma come contattare il CRAS?
QUI potete trovare i numeri per contattarli, suddivisi per regione. In ogni caso se contattate la sede centrale LIPU al numero 0521.273043 , sono sicura che vi sapranno indicare il centro più vicino.
Al limite se non riuscite a contattare nessuno, provate a portarlo da un veterinario o al centro forestale più vicino. Loro vi diranno cosa fare.
 
Incontrarli è bello ma rispettarli per quello che sono è ancora meglio!!

Briciole da: cinciarella alle 15:55 | link | commenti (12) |
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