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mercoledì, 17 gennaio 2007
Tra le tante cose sconosciute nell’universo ve ne sono molte che sono state rivelate e ben descritte nella guida galattica; in particolare, direi che vi è un passo che ben espone il rapporto che ho (o non ho) con alcune persone.
Oggi mi sento di riproporlo, casomai qualcuno si sentisse partecipe delle mie stesse difficoltà. Non risolve il problema, ma conoscerlo e condividerlo aiuta a sentirsi meglio e, soprattutto, a non farsi prendere dal panico.
“Una delle difficoltà maggiori che aveva Trillian nel suo rapporto con Zaphod era di riuscire a distinguere tra quando Zaphod fingeva di essere stupido solo per cogliere di sorpresa le persone, tra quando fingeva di essere stupido perché non voleva rompersi le scatole a pensare e voleva che qualcun altro lo facesse per lui, e quando fingeva di essere ignominiosamente stupido per non fare capire che effettivamente non capiva cosa stava succedendo, ovvero per non far capire che in quel momento era davvero stupido. [...]
Voleva che la gente rimanesse sconcertata, piuttosto che sdegnata.
Trillian giudicava che fosse francamente stupido, ma non aveva più nessuna voglia, ormai, di discuterne con lui.”
(Douglas Adams, Guida galattica per gli autostoppisti)
A tutti gli amanti del popolo alato e della natura in genere consiglio questo film fatto di immagini straordinarie e di poesia.
I creatori del film, dopo 4 anni di riprese e in 1 ora e mezza di film, riescono a fare volare lo spettatore sulle ali degli uccelli migratori e lo trasportano nel loro mondo e nel loro viaggio fatto di paesaggi e di incontri.
Animali eccezionali che ogni anno volano per migliaia di chilometri rischiando la propria vita e che, chissà come, sanno già cosa devono fare, dove devono andare, senza bussole, senza carburante, senza aiuti.
E’ un film 'vero', nel senso che non mette solo in mostra la bellezza delle migrazioni, ma anche i lati peggiori (ovviamente per la maggior parte creati dall’uomo) come la caccia e l’inquinamento, ma anche il corso della natura stessa, che sembra essere un po’ crudele, ma che però, alla fine (al contrario dell’uomo), lascia tutto in perfetto equilibrio.
Belli anche i contenuti extra del dvd che includono 50 minuti di “making of”. Mostrano, oltre alle fatiche della realizzazione, come sia possibile e come sia bello farsi accettare dagli animali selvatici senza farsi temere e vivere nella natura senza prevaricazioni devastanti.
Unica pecca, secondo me, il soundtrack...un po’ troppo “francese” per i miei gusti.
Tra qualche mese li vedremo passare tra le nostre nuvole. Sarebbe magnifico se ci potessimo accorgere un po’ di più della loro presenza e riuscissimo a capirne l’importanza e la bellezza, amandoli rispettandoli come creature fantastiche. Forse riusciremmo anche ad imparare a rispettare il nostro pianeta maltrattato. L’intento del film, io credo, sia proprio questo.
La scheda del film la trovate QUI.

A volte per trovare un po’ di natura “autentica” non occorre andare in mezzo a chissà quali montagne, o boschi. Basta solo un po’ di attenzione e di pazienza.
Sul Naviglio della Martesana per esempio, a pochissimi chilometri da Milano, al di là dei graziosissimi scorci alla “Cambridge” sono presenti numerose specie animali e vegetali.
In particolare, quelle con le quali ci siamo dilettati domenica, durante una piacevole scarpin... ehm ... passeggiata, sono chiaramente, ormai l’avete capito, di tipo ornitologico.
Ebbene, oltre alle “specie super-inflazionate” quali merli, passeri, piccioni che oramai si riconoscono con facilità in tutte le nostre città, abbiamo potuto osservare da vicino specie tipicamente acquatiche quali Germani e anatre di vario tipo, Gabbiani (ahimè immigrati) e delle timidissime e buffissime Gallinelle d’Acqua.
Altre specie che abbiamo avuto il piacere di ammirare sono pettirossi, codibugnoli, cinciarelle, cinciallegre, cardellini, ballerine bianche e ballerine gialle (stupende!), Luì piccoli, una tordela e forse anche il mitico picchio muratore.
Ma il pezzo forte dei nostri avvistamenti è stato lui, rappresentato nella foto in alto -non mia purtroppo-: il Martin Pescatore!
Sono anni che cerchiamo di vederne uno con appostamenti strategici in anfratti improbabili e invece per trovarlo dovevamo venire a Milano!
Un incontro straordinario che fa ben presagire per l’anno appena cominciato!
E’ altamente probabile che vi siano altre varietà, ma per un pomeriggio e considerata la stagione direi che può anche bastare. Ulteriori aggiornamenti verranno pubblicati su questo blog!
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